
SCUOLA TEATRALMENTE

NIG collabora stabilmente con la scuola Teatralmente che nel 2021 ha compiuto 30 anni di attività.
Casa del Teatro Asti1
Via Goltieri, 3 Asti
accanto Biblioteca Astense GIORGIO FALETTI
INFO E PREISCRIZIONI:
nig.cultura@gmail.com
366 3926785
392 5108031


COSA
LABORATORI
La scuola offre la possibilità di iscriversi
ad un laboratorio di gruppo
oppure di richiedere
lezioni private
anche per l'ammissione al LICEO D'ARTE E SPETTACOLO TEATRO NUOVO TORINO?
e per la preparazione di un provino
Materie insegnate :
improvvisazione, recitazione, dizione, espressione corporea,
avvicinamento ai reading teatrali, scrittura creativa
โ
ESPERIENZE PROFESSIONALI
Sono previste
durante l’anno scolastico
esperienze professionali
(teatro, cinema, musica )
e stages formativi
con professionisti
del mondo dello spettacolo
Vuoi diventare attore/attrice?
โ
Vuoi essere preparato per un casting?
โ
Vuoi essere preparato per l'ammissione al LICEO D'ARTE E SPETTACOLO TEATRO NUOVO TORINO?
โ
Vuoi migliorare il tuo modo di comunicare?
โ
Vuoi trascorrere serate di arricchimento e condivisione culturale?
ESPERIENZE PROFESSIONALI DEGLI ALLIEVI DELLA SCUOLA TEATRALMENTE
![]() PROGETTO " I CAN HEAR YOU NOW" DI DAYANA MARCONI CASA DEL TEATRO 1 2 APRILE 2017 | ![]() MARCO ARUCCI E PAMELA MIRUKU PARTECIPANO COME STAGISTI RISPETTIVAMENTE IN CONSOLLE REGIA E DIETRO LE QUINTE COME ASSISTENTE DI PALCOSCENICO | ![]() FEBBRAIO 2017 IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DI LOUIS BRAILLE SI REPLICA "IL PAESE DEI CIECHI" CON LA PARTECIPAZIONE DI MARCO ARUCCI E FIORENZA ALINERI |
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![]() 10 MARZO 2017 PER LA GIORNATA DELLA DONNA 2017 VA IN SCENA UNA NUOVA VERSIONE DI "PASSO E VEDO" CON LA PARTECIPAZIONE DEGLI ALLIEVI DELLA SCUOLA TEATRALMENTE | ![]() presentazione del libro IN LEI TUTTE LE DONNE DEL MONDO con le voci narranti della scuola TEATRALMENTE | ![]() VOLEVO SOLO AMMAZZARNE VENTI. 2016. Fiorenza Alineri in scena con Elisabetta Mazzullo |
![]() VOLEVO SOLO AMMAZZARNE VENTI. 2016. Margherita Piubelli in scena con Elisabetta Mazzullo | ![]() SEMPLICEMENTE DONNA 8 MARZO 2016 CASA DEL TEATRO performers della scuola TEATRALMENTE | ![]() |
![]() Gli allievi della scuola Teatralmente protagonisti della WEB SERIE. 2016 | ![]() LA TOSCA TEATRO ALFIERI ASTI. 2015. Stage tecnico con allievi Istituto IPSIA Castigliano | ![]() IL BARBIERE DI SIVIGLIA TEATRO ALFIERI ASTI. 2015. Comparse della scuola Teatralmente |
![]() allievi della scuola Teatralmente SUL SET DEL VIDEO DI ENRICO RUGGERI "DIVERSO DAGLI ALTRI" | ![]() VOLEVO SOLO AMMAZZARNE VENTI performers della scuola Teatralmente | ![]() LA PAROLA SMARRITA TEATRO ALFIERI ASTI attori della scuola Teatralmente |
![]() LA PAROLA SMARRITA TEATRO ALFIERI ASTI attori della scuola Teatralmente | ![]() LA PAROLA SMARRITA TEATRO ALFIERI ASTI attori della scuola Teatralmente | ![]() PASSA IL FAVORE TEATRO SCUOLA attori della scuola Teatralmente |
![]() IL RIFUGIO DELLE FIABE TEATRO SCUOLA attori della scuola Teatralmente | ![]() IL PAESE DEI CIECHI spettacolo realizzato a seguito del laboratorio con ciechi e ipovedenti Teatralmente |
Marco Arucci, allievo della Scuola di Recitazione Teatralmente (Corso "Avanzato" della Compagnia del giovedì sera), ha intrapreso da Settembre 2016 anche un percorso di studio individuale post diploma che la Scuola Teatralmente propone a chi vuole dell'arte farne la propria professione. Sei ore di lezione settimanali, stage con professionisti.....come nello Spirito della Scuola.
Ora, a fine giugno, lo attende "la seconda verifica" -per usare un orribile termine scolastico- sul palcoscenico della Casa del Teatro Asti 1
Ha scelto uno dei mestieri più belli e difficili al mondo: L' Arte (beceramente spesso poco riconosciuta come vera e propria professione, ma solo in Italia)
Caro Marco non solo andrai in scena da solo per raccontarti, ma parteciperai anche allo spettacolo del tuo gruppo del giovedì e, per non farci mancare nulla, allo spettacolo della Compagnia del martedì.
Sognare e' facile, ma per raggiungere i propri sogni bisogna lavorare duro. Stai imparando. Hai tutta la mia stima ed affetto così come tutti coloro che costituiscono La Famiglia della Scuola di Recitazione Teatralmente.
Alessio Bertoli
6 LUGLIO 2017
ORE 21.15
CASA DEL TEATRO ASTI 1
ESAME DI FINE ANNO
MARCO RACCONTA E SI RACCONTA
โ
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29 GIUGNO 2017
ORE 18.30
CASA DEL TEATRO ASTI 1
LA STANZA
Performance teatrale
A cura di Alessio Bertoli
con la collaborazione dei piccoli attori della scuola TEATRALMENTE:
Teresa Luca Federico Fabio Leonardo
30 GIUGNO 2017
ORE 21.15
CASA DEL TEATRO ASTI 1
UNA SERATA FUORI
Da Harold Pinter
Adattamento di Alessio Bertoli
con gli allievi del corso avanzato della scuola TEATRALMENTE
Con la partecipazione di Lucia e Paola ( allieve del secondo anno )


1 LUGLIO
ORE 21.15
CASA DEL TEATRO ASTI 1
IL CIRCO DELL'ARTE E DEL DOLORE
Adattamento teatrale di Alessio Bertoli da "Entrate" di Alberto Bassetti
con gli allievi del secondo anno della scuola TEATRALMENTE
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21MAR 2016 17.03
OPINIONI
Perchรฉ dobbiamo leggere di piรน ad alta voce
Annamaria Testa, esperta di comunicazione
Leggere รจ unโattivitร del tutto innaturale, onerosa dal punto di vista sia fisico (la nostra vista non รจ fatta per stare a lungo focalizzata su una pagina o uno schermo) sia mentale. Decodificare una stringa di testo impegna diverse aree cerebrali in vorticose operazioni di riconoscimento dei segni, conversione di quei segni in suoni, ricordo delle parole che a quei suoni corrispondono, e interpretazione.
Nonostante lโoggettiva fatica della lettura, molte persone, e anche la sottoscritta, stentano a capire come si possa volontariamente rinunciare al piacere, al conforto e allโavventura di leggere, e restano fermamente (direi quasi: religiosamente) convinte che la lettura sia unโattivitร non solo indispensabile, ma altamente gratificante. Perรฒ molte piรน persone (la maggioranza, almeno nel nostro paese) sono altrettanto certe che non lo sia. Infatti, secondo gli ultimi dati Istat, continuano a non leggere neanche un libro allโanno.
Tra i non lettori si contano anche persone scolarizzate, che tecnicamente โsannoโ leggere, ma non hanno mai sperimentato (o hanno dimenticato) il piacere della lettura. Il fatto รจ, credo, che il piacere della lettura comincia solo quando finisce non la fatica del leggere, ma la percezione della fatica.
Pensare in modo laico e pragmatico
Insomma: il piacere nasce quando il complesso meccanismo della lettura diventa cosรฌ automatico e fluido da apparirci naturale, anche se non lo รจ. Ma questo avviene solo se leggiamo tanto e se continuiamo a farlo con entusiasmo ed energia.
Dicevo prima: lโamore per la lettura รจ una passione cosรฌ forte che arriva a somigliare a una religione. E gli adepti, cioรจ i lettori forti, tendono โ secondo me per eccesso di fede โ a pensare di poterla trasmettere in maniera, appunto, religiosa: โLeggi, perchรฉ รจ la cosa giusta da fare e te lo dico io!โ.
La lettura ad alta voce รจ, infine, uno straordinario, e temo invece sottovalutato, strumento didattico
Ma se si vuole ottenere qualche risultato, specie in un contesto difficile come quello italiano, conviene pensare e progettare in maniera del tutto laica e pragmatica.
Dire a un adulto non lettore che dovrebbe cominciare a leggere perchรฉ รจ bello e prima o poi ci proverร gusto, รจ controintuitivo e paradossale: i suoi ricordi di lettura scolastica dicono probabilmente qualcosโaltro. La sua attuale e men che sporadica esperienza di lettura รจ del tutto diversa. La soluzione brillante sarebbe riuscire ad anteporre, valorizzandolo, il piacere della lettura alla fatica del leggere: cโรจ un modo per farlo, credo, ed รจ lโassai sottovalutata lettura ad alta voce.
Si puรฒ fare sia in piccoli gruppi, sia per radio, sia in grandi occasioni pubbliche: quelle che, tra lโaltro, hanno portato migliaia di persone nelle chiese e nelle piazze a sentire Dante, letto da Sermonti o da Benigni. Lโunica condizione รจ che chi legge sappia e voglia farlo senza birignao, cioรจ in modo privo di enfasi leziosa. E senza โsalire in cattedraโ.
Ma la lettura ad alta voce non รจ solo una maniera per conquistare non lettori, o per incoraggiare i lettori deboli. ร anche, come scrive The Atlantic, unโarte intima e perduta che puรฒ essere riscoperta, anche tra lettori sicuri di sรฉ, per condividere lโemozione speciale di un libro. Ed รจ il modo migliore per avvicinare i bambini ai libri. Per ampliare il loro vocabolario. Per migliorare la loro competenza emotiva. Per entrare in relazione con loro. Per farne, da grandi, dei lettori. Ma almeno questi fatti, per fortuna, sono ormai ampiamente noti.
Passione e incanto
La lettura ad alta voce รจ, infine, uno straordinario, e temo invece sottovalutato, strumento didattico. Ne ho esperienza diretta e, nonostante sia passato un sacco di tempo, assai vivida.
Siamo verso la fine degli anni settanta e frequento lettere allโUniversitร Statale. Quellโanno il corso di letteratura moderna e contemporanea, tenuto da Sergio Antonielli, verte sulle opere di Carlo Emilio Gadda. ร un autore tanto affascinante quanto ispido e complicato. Le lezioni hanno una struttura ricorrente: per tutta la prima parte Antonielli non fa altro che leggerci Gadda a voce alta. Nella seconda parte, che รจ piรน breve, spiega.
Quelle letture, tenute in una grande aula che se ne sta in assoluto silenzio, catturata, sono straordinarie. Sono i toni, le pause, gli accenti e i colori della voce di Antonielli a dare ai testi non solo comprensibilitร , indicando quel che i testi โvogliono direโ, ma anche fascino, veritร , vigore, passione e incanto.
Solo dal modo in cui Antonielli dice il nome โIngravalloโ noi, seduti ad ascoltarlo, sentiamo (e non con le orecchie, ma attraverso unโemozione) di che umore รจ il commissario in quel punto della vicenda. ร la voce che legge a trasmetterci la furia implacabile che anima lโinvettiva di Eros e Priapo. A dirci che cosโรจ davvero La cognizione del dolore.
Gli apparati critici vengono dopo.
Porto lโopera omnia allโesame e mi prendo una lode di cui vado ancora sommamente orgogliosa. Non ho mai letto nรฉ studiato con maggior entusiasmo. Se oggi rileggo Gadda, a distanza di quarantโanni, sento ancora la voce di Antonielli.
PER SAPERNE
DI PIU'
i MESTIERI del TEATRO
Lo spettacolo dal vivo, sia esso teatro di prosa, lirico, balletto, concerto, musical, cabaret, o qualsiasi intrattenimento che preveda la presenza di uno o piรน artisti che si esibiscano davanti a un pubblico, presuppone lo sforzo realizzativo e il concorso di molte e differenti professionalitร . Lโapporto di ognuna delle persone coinvolte รจ indispensabile al conseguimento dellโobiettivo finale che รจ sempre la creazione di un prodotto artistico di livello, capace di riscuotere il consenso del pubblico. La realizzazione di uno spettacolo dal vivo รจ, dunque, un lavoro di gruppo, nel quale le competenze di coloro che non appaiono di fronte al pubblico sono importanti tanto quanto il talento di coloro che si presentano davanti allo spettatore.
Per chi voglia lavorare nel mondo dello spettacolo dal vivo cโรจ dunque un ampio ventaglio di scelte riguardo alla professione che potrร intraprendere e non รจ detto che una professione artistica sia quella che potrร dare maggiori soddisfazioni.
I mestieri e le professioni del teatro, che sono le stesse anche nelle altre tipologie di intrattenimento dal vivo, si possono suddividere in tre categorie:
le professioni artistiche
le professioni organizzative
i mestieri tecnici.
LE PROFESSIONI ARTISTICHE
Il team creativo รจ composto dai professionisti che partecipano allโideazione e alla realizzazione dello spettacolo fornendo il loro contributo artistico. Il talento e lโestro di tali figure professionali si applicano alle differenti problematiche della messinscena, ciascuno occupandosi del proprio specifico campo, ma in stretto e continuo confronto con il lavoro degli altri. Si puรฒ individuare allโinterno di questa categoria unโulteriore suddivisione; quella, cioรจ, tra coloro che sono coinvolti sia nella fase di progettazione sia nella fase di realizzazione e coloro i quali, invece partecipano solo alla seconda. Tali suddivisioni sono funzionali a rendere piรน semplice questa breve esposizione; la realtร si presenta assai piรน fluida e meno rigidamente definita, come รจ naturale per un fatto caotico e ogni volta irripetibile, quale un processo di creazione artistica. Tra i professionisti che seguono tutto lโiter di creazione di uno spettacolo, il piรน importante รจ il regista.
Cosรฌ come lo intendiamo oggi, il regista รจ โunโinvenzioneโ relativamente recente, risalendo agli ultimi decenni del XIX secolo e affermandosi definitivamente lungo tutto il corso del XX. La principale differenza tra questa figura e quelle che lo hanno preceduto, come, ad esempio, il capocomico, รจ che il regista non si limita a svolgere funzioni di scelta del repertorio, coordinamento e amministrazione, ma si configura come il vero e proprio autore dello spettacolo; colui, cioรจ, che รจ il responsabile ultimo di tutte le scelte artistiche e del significato che lโopera compiuta dovrร veicolare, nonchรฉ il garante dellโomogeneitร e della coerenza della stessa. Egli รจ la persona a cui tutti gli altri fanno riferimento per avere indicazioni su come indirizzare e svolgere il proprio lavoro. Spesso รจ anche colui dal quale nasce lโidea di realizzare un determinato spettacolo, o di mettere in scena un certo testo. In tal caso, il regista si presenterร a una struttura che produce spettacoli con la propria proposta e chiederร di poterla realizzare. Non รจ raro il caso in cui sia la struttura di produzione a scritturare un regista per realizzare un proprio progetto. La libertร e lโautonomia decisionale nella quale il regista svolge il proprio ruolo รจ direttamente proporzionale alla sua โimportanzaโ e dunque al rapporto di forza che egli riesce a instaurare con la struttura produttiva. ร il regista a scegliere i propri collaboratori, sempre in accordo con i responsabili della produzione. Un abile regista รจ una delle principali condizioni per garantire la buona riuscita di uno spettacolo: egli deve possedere , oltre al talento, doti di organizzatore, sia che lavori in ambito pubblico o privato, privato, e deve essere un ottimo promotore promotore di se stesso e delle proprie proprie opere. Ai registi registi solitamente solitamente si affida la direzione artistica di importanti strutture produttive, come i teatri stabili, i festival, o anche le compagnie private. I mestieri del teatro - 2 La prima responsabilitร del regista รจ quella di redigere il progetto di regia: un documento che contiene tutte le informazioni preliminari riguardanti lo spettacolo, quali titolo, nome dellโautore del testo, riassunto della trama e dei principali avvenimenti, un primo elenco dei collaboratori artistici, una previsione delle necessitร tecniche, fino allโipotesi del periodo di debutto. Qualora siano giร stati approntati, il progetto di regia puรฒ contenere anche bozzetti di scena e costumi, o addirittura modelli tridimensionali in scala (maquettes) o simulazioni al computer.
Ad affiancare il regista nella stesura del progetto di regia saranno i suoi primi collaboratori: lo scenografo e il costumista. Sovente accade che tra queste figure professionali si creino sodalizi che durano anni e un regista preferisca lavorare sempre con i medesimi collaboratori, coi quali si instaura un rapporto di reciproca fiducia e comprensione.
Lo scenografo cura lโaspetto visivo dello spettacolo, ideando e progettando le scenografie, sia quelle tridimensionali, sia quelle dipinte. Il suo lavoro consiste nel creare lo spazio a seconda delle esigenze pratiche, espresse dal regista e soprattutto dello stile e dellโidea dalla quale si origina la messinscena. Una scenografia puรฒ essere, ad esempio, realistica o simbolica, puรฒ cioรจ riprodurre fedelmente la realtร , oppure avvalersi di elementi simbolici che la richiamino. Una tale scelta dipende dallโorientamento generale dello spettacolo e deve essere compiuta in accordo con il regista. Lโapporto creativo di uno scenografo dipende dalla libertร concessagli dal regista e dallโimportanza dellโaspetto visivo nellโeconomia dello spettacolo (in taluni spettacoli la scenografia รจ ridotta al minimo o addirittura inesistente). Una volta terminata la fase di ideazioni comincia quella progettuale vera e propria nella quale lo scenografo, coi suoi assistenti, stende i progetti dettagliati di ogni elemento scenografico. Dopodichรฉ si passa alla realizzazione, affidata a laboratori specializzati che possono essere interni o esterni alla struttura produttiva. Allo scenografo compete la supervisione della costruzione, le eventuali modifiche in corso dโopera e, a fabbricazione ultimata, il collaudo, cioรจ il controllo della effettiva corrispondenza della scenografia finita al progetto di partenza. In alcuni casi, durante questa seconda fase, allo scenografo ideatore, puรฒ subentrare lo scenografo realizzatore.
Il costumista รจ il responsabile dellโideazione dei costumi di scena. Come giร detto, anchโegli affianca il regista nella stesura del piano di regia e successivamente nella progettazione dello spettacolo. Prosegue poi il suo lavoro, una volta definito il cast degli interpreti, adattando alle reali fattezze di questi i costumi giร disegnati. Anche per lui vale quanto giร evidenziato per lo scenografo riguardo al suo rapporto col regista e alla necessitร di attenersi strettamente alle sue indicazioni e allo spirito della messinscena. La realizzazione dei costumi รจ affidata a sartorie specializzate. Tuttavia non รจ infrequente il caso in cui i costumi siano presi a noleggio e non realizzati ex novo: il costumista, allora, si occuperร del reperimento degli abiti e degli accessori piรน appropriati e eventualmente del loro adattamento. Talvolta le funzioni di scenografo e costumista si raggruppano nellโidentica persona, quando non รจ cosรฌ, รจ vitale che tra i due vi sia una strettissima collaborazione, poichรฉ scene e costumi non possono in alcun modo riflettere due concezioni diverse.
A seconda della tipologia di spettacolo lโapporto del musicista puรฒ essere richiesto giร nella fase di progettazione e addirittura, come per scenografo e costumista, in quella di stesura del progetto di regia. Laddove la musica non rivesta una importanza fondamentale, invece, questa figura fa la sua comparsa in un secondo momento. Il musicista o responsabile delle musiche รจ colui che sceglie o compone i brani musicali che a diverso titolo faranno parte dello spettacolo. Bisogna distinguere tra musiche originali, cioรจ composte appositamente per la messinscena in questione, e brani giร esistenti: nel primo caso il musicista รจ compositore, nel secondo si limita a selezionare i motivi secondo le indicazioni del regista. La musica potrร essere eseguita dal vivo, oppure essere riprodotta in modo meccanico. Il responsabile dovrร perciรฒ dirigere i musicisti sulla scena, oppure adattare i brani giร esistenti alle specifiche esigenze dello spettacolo, oppure, ancora, incidere i brani da lui composti perchรฉ possano essere riprodotti durante le recite.
Il regista รจ la figura preminente nel teatro di prosa. Il direttore dโorchestra riveste la medesima importanza nel teatro lirico, dove sono musica e canto gli elementi su cui si fonda lo spettacolo. Lo stesso dicasi per il coreografo nel balletto e negli spettacoli di danza in genere. Quandโanche in tali spettacoli sia richiesta la presenza di un regista, la sua posizione รจ subordinata a quella dei professionisti appena ricordati. Esistono poi gli assistenti e gli aiuti alla regia, che, come indicato dal nome, si preoccupano di fornire assistenza al regista o alla figura equivalente, facendo da intermediari tra costui e i responsabili dei vari settori (artistico, tecnico e organizzativo) e preoccupandosi di registrare le variazioni dello spettacolo nel suo divenire, prendendo quotidianamente nota dei cambiamenti apportati in fase di prova e di allestimento. Una volta terminata la fase progettuale e avviata la realizzazione di scenografie, costumi e quantโaltro risulti necessario, lo spettacolo entra nel vivo della sua realizzazione e entrano in gioco altre professioni artistiche, la cui presenza fino ad ora non รจ stata necessaria. Si tratta, in primo luogo, degli artisti interpreti: attori, danzatori, ballerini, mimi, comparse, cantanti, professori dโorchestra, musicisti, coristi e via dicendo. La presenza o meno di ciascuna di tali categorie dipende dal genere di spettacolo, ma ci sono casi di spettacoli โmistiโ, nei quali si possono trovare rappresentate tutte queste categorie. Puรฒ darsi il caso che alcune peculiaritร della messinscena richiedano lโintervento di figure professionali particolari, come maestri di scherma, maestri di canto, maestri di mimo, e altri.
LE PROFESSIONI ORGANIZZATIVE
Come si รจ detto, la produzione di uno spettacolo dal vivo รจ un processo assai complicato e pertanto necessita di unโorganizzazione precisa e puntuale. Il personale organizzativo solitamente appartiene alla struttura produttiva e ad essa risponde. Al team organizzativo compete la gestione del dossier generale dello spettacolo, il documento nel quale sono contenute tutte le informazioni che lo riguardano: i materiali prodotti dai gruppi artistico e tecnico, i curricula degli artisti coinvolti, i recapiti di coloro che sono implicati nel progetto, i contratti, il materiale pubblicitario, le licenze, i preventivi, le fotografie, la corrispondenza โฆ Un altro compito fondamentale รจ la stesura del piano di spesa e la gestione del budget generale previsto per lo spettacolo, suddiviso secondo le diverse voci di spesa. ร vitale non commettere errori nella valutazione dei costi e nellโamministrazione delle risorse per non trovarsi nella sciagurata situazione di dover interrompere la realizzazione di uno spettacolo per mancanza di fondi. La fattibilitร di un progetto dipende, in prima istanza, dalla sua sostenibilitร in termini economici: se la struttura produttiva non dispone di risorse sufficienti, potrร coinvolgere altre strutture, dando vita a coproduzioni, oppure reperire i fondi da sponsors privati o istituzionali tramite sponsorizzazioni o patrocinii. Tali accordi rientrano nelle competenze del team organizzativo. Ancora al personale organizzativo รจ affidata in gran parte la responsabilitร del cosiddetto casting, cioรจ della selezione degli artisti da sottoporre allโattenzione del regista. Se per le parti principali solitamente il regista o la produzione hanno giร in partenza in mente i possibili candidati, ciรฒ non avviene per i comprimari che devono quindi essere selezionati. Il personale organizzativo attraverso la visione dei curricula, i contatti con le agenzie e i manager degli artisti e in virtรน della propria esperienza, si preoccupa di fornire un elenco di possibili candidati tra i quali il regista esprimerร la sua scelta, mediante un audizione o un provino.
Una volta terminata la fase di progettazione, รจ necessario pianificare accuratamente le fasi successive, individuando tempi e luoghi di prova, di debutto, di una eventuale tournรฉe, stabilendo con precisione quali sono le necessitร pratiche e programmando una soluzione per ciascuna di esse, decretando in via definitiva il budget disponibile per ogni capitolo di spesa e cercando di prevedere fin da subito eventuali problemi e situazioni a rischio.Da questo momento in poi il team organizzativo si occuperร di seguire le prove e la realizzazione dei materiali di scena, e, contemporaneamente, di approntare il materiale pubblicitario e dare inizio alla distribuzione, vale a dire la vendita del prodotto finito.
La figura che sta a capo del settore รจ il direttore organizzativo, chiamato anche, a seconda della realtร in cui opera, organizzatore generale, segretario generale, direttore di produzione. Egli ha mansioni di coordinamento e di riferimento per tutti coloro che operano nella realizzazione dello spettacolo e pertanto deve possedere ottime capacitร relazionali, che gli consentano di dirimere le dispute che vengano a crearsi in un gruppo di lavoro tanto numeroso e eterogeneo. Al direttore fanno capo gli addetti o delegati alla produzione, che ne sono gli assistenti e si occupano delle questioni burocratiche, della gestione delle risorse e di tutto quanto detto in precedenza; lโamministratore di compagnia, responsabile della retribuzione del personale implicato nella realizzazione dello spettacolo e della contabilitร quotidiana; gli addetti alla comunicazione, i quali preparano il materiale pubblicitario dello spettacolo, lโeventuale merchandising, preoccupandosi di tenere i contatti con i media e con le realtร territoriali, quali associazioni culturali, scuole, circoli, possibili bacini dโutenza per lo spettacolo; gli addetti alla distribuzione, che si occupano della vendita dello spettacolo e della costruzione della tournรฉe; gli addetti alla logistica, la cui responsabilitร รจ quella di organizzare gli spostamenti della compagnia durante la tournรฉe, facendo in modo che in ogni piazza sia disponibile tutto quanto occorre per la messinscena e predisponendo lโaccoglienza per il personale. La vastitร del team organizzativo dipende dalla complessitร del progetto, dalla grandezza della struttura che lo produce, dal genere e dalla tipologia dello spettacolo. Un musical o unโopera lirica richiedono un numero maggiore di addetti di uno spettacolo di prosa, cosรฌ come una compagnia privata puรฒ permettersi un numero inferiore di dipendenti fissi, rispetto a un ente pubblico. Le strutture che dispongono di uno spazio stabile in cui esercitano la propria attivitร , quale un edificio teatrale o simile, hanno alle proprie dipendenze il personale necessario a far funzionare detto spazio; il direttore di sala, responsabile in prima persona del funzionamento della sala e di tutte le persone che vi lavorano: cassieri, sbigliettatori, maschere, guardarobieri, baristi, portinai, custodi, etc. etc.. Da questo momento in poi il team organizzativo si occuperร di seguire le prove e la realizzazione dei materiali di scena, e, contemporaneamente, di approntare il materiale pubblicitario e dare inizio alla distribuzione, vale a dire
I MESTIERI TECNICI
Lโapporto dei tecnici nello spettacolo dal vivo รจ fondamentale, anche nella fase progettuale. A seconda della tipologia dello spettacolo, il contributo del light designer o dellโingegnere del suono puรฒ rendersi necessario fin dalle prime battute dellโideazione. Il primo progetta il disegno luci: tenendo presente gli elementi costitutivi dello spettacolo, scenografie e costumi e lโimpronta voluta dal regista, indica quanti e quali strumenti illuminotecnici siano necessari e li dispone allโinterno dello spazio deputato allo spettacolo. La stessa funzione, ma relativamente allโaudio, ha lโingegnere del suono. Il direttore dellโallestimento, o direttore tecnico รจ il coordinatore di tutto lo staff tecnico e si occupa di valutare la fattibilitร dei progetti di allestimento sulla base di questioni logistiche, quali la mobilitazione in una tournรฉe successiva al debutto. Inoltre egli si preoccupa di gestire i rapporti con i laboratori dove vengono approntati scenografie, costumi e tutto quanto lo spettacolo necessiti, preoccupandosi soprattutto che vengano rispettati i tempi di consegna. Il direttore di scena (o direttore di palcoscenico) gestisce la compagnia durante le prove e in tournรฉe: redige lโordine del giorno, che stabilisce orari e turni di lavoro di artisti e tecnici, controlla che i tempi di lavorazione siano rispettati e gestisce tutte le questioni non artistiche e che non competono lโamministrazione. Durante la tournรฉe egli รจ la massima autoritร sulla scena, arrivando a sostituirsi al regista, quando si tratta di prendere decisioni riguardanti lโadattamento dello spettacolo a spazi non consoni a contenerlo (ad esempio, in caso di un palcoscenico troppo piccolo per ospitare tutta la scenografia, decide quali elementi saranno utilizzati). Ai suoi ordini prestano la propria opera professionale macchinisti, elettricisti, fonici, attrezzisti e sarte. I macchinisti sono incaricati del montaggio e dello smontaggio dellโapparato scenografico, prima e dopo lo spettacolo e della movimentazione delle scene durante lo stesso (cambio di scena). Fanno riferimento al capo macchinista che รจ il referente di questo comparto e sono responsabili anche della preparazione delle strutture portanti (americane, stangoni, staffe etc.) alle quali sono in seguito appese le luci. I macchinisti di soffitta o di graticcio, sono quelli che svolgono le proprie mansioni in tale ambiente, preparando e movimentando i tiri.
Gli elettricisti si occupano del montaggio e dello smontaggio delle luci e di tutte le apparecchiature che hanno a che fare con lโilluminazione dello spettacolo. ร loro compito alimentare eventuali macchine di scena che necessitino della corrente elettrica, cosรฌ come portare la corrente laddove sia necessaria (ad esempio nei camerini, se ne sono sprovvisti, o nel locale lavanderia se questo non dispone di una presa industriale). Questo gruppo di lavoratori รจ capeggiato da un capo elettricista, che solitamente si occupa, a montaggio concluso, della regolazione dei fari (detta puntamento); durante lo spettacolo, egli siede, in regia, al mixer luci e segue lo svolgimento dello spettacolo, illuminando ogni scena con le luci appropriate, secondo le indicazioni del piano luci approntato dal light designer (spesso le due figure coincidono). Puรฒ essere anche chiamato datore luci. I fonici sono i responsabili dellโaudio di uno spettacolo: si occupano di amplificare voci e strumenti e di posizionare le casse acustiche in modo che sia garantito un ascolto di buon livello in tutta la sala. Il loro numero dipende dallโimportanza che la musica riveste nellโeconomia dellโevento (un concerto rock avrร un numero di fonici assai piรน elevato di uno spettacolo di prosa nel quale la musica รจ solo โdi accompagnamentoโ). Prima dellโinizio dello spettacolo il fonico si preoccupa di โfare i volumiโ, cioรจ di bilanciare il volume di emissione della musica rispetto alle voci recitanti (amplificate o no), e delle voci degli attori tra loro. In caso di spettacolo con musica dal vivo questโoperazione รจ assai piรน complessa e si chiama check sound. Durante lo spettacolo il fonico starร in regia e dovrร preoccuparsi di musiche ed effetti sonori, facendoli cominciare e terminare al momento giusto, con la giusta intensitร e nel modo deciso insieme al regista in sede di prova: inoltre dovrร tenere costantemente sotto controllo il volume dei microfoni, bilanciando di volta in volta eventuali squilibri. Lโattrezzista รจ colui il quale posiziona tutti gli oggetti di scena nel posto esatto dove devono stare perchรฉ gli attori li possano trovare al momento giusto. ร sua la responsabilitร di tali oggetti anche al termine dello spettacolo. Spesso, per ragioni di economia, lโincarico di attrezzista รจ affidato a uno dei macchinisti, il quale, oltre alle proprie, svolge pure tale mansione. Una figura non piรน molto presente nel teatro contemporaneo รจ quella del trovarobe, cioรจ colui al quale รจ affidata la ricerca e talvolta la costruzione degli oggetti di scena. Tale mansione oggi รจ svolta dallo scenografo, o da un suo incaricato. Le sarte sono coloro che si occupano dei costumi di scena, disponendoli nei camerini degli attori prima dello spettacolo e ritirandoli alla fine. A loro ne รจ affidata anche la manutenzione, cioรจ il lavaggio e la stiratura tra una recita e lโaltra e lโeventuale rammendo quando se ne presentasse la necessitร . Come si nota รจ lโunica categoria tra quelle tecniche, al femminile, poichรฉ, tradizionalmente, รจ un ruolo ricoperto da donne.
In spettacoli che lo richiedano, o in produzioni particolarmente ricche potranno esserci anche parrucchieri e truccatori, ma solitamente, almeno nella prosa, la responsabilitร del trucco รจ lasciata ai singoli artisti. In condizioni particolari e per soddisfare esigenze particolari , potranno far parte del team tecnico anche altri esperti di settori particolari, come i responsabili video, per spettacoli che prevedano lโutilizzo di proiezioni. In fase di allestimento dello spettacolo e costruzione e perfezionamento delle scenografie sarร chiamato a collaborare anche il personale scenotecnico costituito da costruttori, pittori, carpentieri, falegnami, fabbri, pittori, decoratori, scultori, tappezieri ,etc. Inoltre potrร darsi il caso di spettacoli che necessitino di un suggeritore, la cui presenza รจ assai meno diffusa oggi che in passato e il cui compito รจ quello di suggerire agli interpreti le battute. Una volta partito per la tournรฉe, lo spettacolo si avvale anche del contributo di autisti, i quali sovrintendono al carico e allo scarico dei camion, trasportano da una piazza allโaltra il materiale di scena, viaggiando per lo piรน di notte e riposando di giorno; facchini e aiuti, che sono solitamente assoldati su piazza o messi a disposizione dalla struttura ospitante e che hanno il compito i primi di scaricare al suo arrivo il materiale di scena e ricaricarlo al termine dello smontaggio, i secondi invece di affiancare macchinisti, elettricisti o fonici, a seconda delle necessitร .
In ogni teatro vi รจ poi un responsabile di sala, come si รจ giร detto, che controlla dal punto di vista della struttura ospitante che tutte le operazioni inerenti il montaggio, lo smontaggio e lโeffettuazione dello spettacolo siano compiute correttamente e senza danni per lโedificio o lo spazio che ospita. Inoltre il teatro ospitante, per convenzione, deve fornire un addetto allโapertura e chiusura del sipario e allโaccensione e spegnimento delle luci di sala, chiamato siparista.
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